Un passo storico per la sicurezza sanitaria è stato compiuto ieri in Prefettura ad Asti con la firma del Protocollo d'Intesa contro le aggressioni al personale medico e infermieristico. Cuore del progetto l'installazione di 21 telecamere nel Pronto Soccorso, di cui 7-8 dotate di sistemi intelligenti gestibili da remoto. Particolarmente innovativo il "pulsante rosso" nel triage, che permetterà di inviare immagini e dati in tempo reale alle forze dell'ordine, accelerando gli interventi in caso di emergenza.
La voce degli infermieri
Particolarmente significativo l'intervento della presidente dell'Ordine delle Professioni Infermieristiche (OPI) di Asti:
"La violenza contro gli operatori sanitari è inaccettabile e mina il principio stesso del nostro servizio. Questo protocollo rappresenta un segnale forte, ma la tecnologia da sola non basta: serve un cambio culturale attraverso campagne di sensibilizzazione, formazione e un maggior riconoscimento del nostro ruolo. L'aggressione a un operatore sanitario è un attacco all'intero sistema e alla comunità".
La presidente ha poi ringraziato Prefettura, Questura e Forze dell'Ordine per l'impegno profuso: "La loro collaborazione è fondamentale per ribadire che la violenza non deve mai essere tollerata".
L'iniziativa astigiana si propone come best practice a livello nazionale, unendo: tecnologia avanzata con sistemi di videosorveglianza intelligente, prevenzione attraverso formazione e protocolli condivisi e collaborazione istituzionale tra sanità, forze dell'ordine e enti locali.