90 secondi di salute & wellness - 28 febbraio 2025, 18:00

Ansia: come aiutarci in modo naturale tra nutraceutica e alimentazione

Ansia: come aiutarci  in modo naturale tra nutraceutica e alimentazione

L’ ansia, insieme alla depressione, rappresenta uno dei più comuni disturbi mentali e colpisce quasi il 15/20 % della popolazione Europea.

Secondo i criteri del DSM-IV-TR (diagnostic and statistical manual disorders text revision), l’ansia è caratterizzata da un contesto di preoccupazione persistente di un pericolo non ben definito che ostacola la capacità dell’individuo di rilassarsi e/o concentrarsi.

E’ sempre opportuno distinguere tra :

1) stato di ansia transitorio = si verifica in relazione ad un evento da affrontare (perdita di un familiare, insuccesso lavorativo o scolastico, intervento chirurgico).

2) stato di ansia generalizzato =caratterizzato da tanti sintomi diffusi che passano per il nervosismo, tristezza, insonnia, palpitazioni, sudorazione, disagio, tensioni muscolari, ecc…

 La NATURA corre in nostro aiuto con diverse piante :

PASSIFLORA: il nome passiflora deriva dal termine latino “Passio”, attribuito dai conquistatori spagnoli nel XVI secolo per descrivere i fiori come simbolo della “passione di Cristo”. Passiflora incarnata L. La droga(=parte attiva della pianta in botanica) è costituita dalle parti aeree, compresi frammenti di fusto, fiori e frutti.

 Tra il 1970 ed il 1990 è stata indicata dalle farmacopee di America, Gran Bretagna, Germania, Francia, Svizzera e India ,come un estratto vegetale ufficiale per irrequietezza ed ansia.

Nonostante esistano diversi studi clinici sull’uomo, ad oggi il meccanismo d’azione di questa specie è ancora sconosciuto, benché esistano alcune evidenze che mostrino come passiflora coinvolga la regolazione dell’acido gamma-aminobutirrico (GABA), grazie alla presenza di un certo quantitativo di tale molecola nella droga. La disfunzione del sistema GABA è infatti spesso implicata in molte condizioni neuropsichiatriche. L’analisi dei diversi costituenti, tuttavia, porta a credere che gli effetti ansiolitici siano dati dalla sinergia di diverse componenti, piuttosto che dall’azione di un singolo principio attivo

Si consiglia l’ASSUNZIONE di: 250mg almeno 60 minuti prima di un evento che ci crea ansia ed agitazione, oppure per terapie quotidiane qualora attraversassimo un periodo di ansia costante,150/250mg la mattina e 150/250 mg la sera (per un massimo di 500mg/die).

 VALERIANA: uno dei nutraceutici più utilizzati per disturbi di ansia ed insonnia.

La VALERIANA OFFICINALIS è la specie più nota e utilizzata tra le diverse specie di valeriana. La pianta cresce spontaneamente in ambienti umidi e ombrosi, come prati, boschi e zone montane. La raccolta delle radici avviene tra settembre e novembre, quando la concentrazione dei principi attivi è maggiore.

Maggiormente studiati sono gli acidi valerenici contenuti negli estratti, che riescono a modulare i recettori GABA e Benzodiazepinici, per questo motivo è sconsigliato l’uso della valeriana concomitante ai farmaci benzodiazepine.

La valeriana è indicata per il trattamento di disturbi legati al sistema nervoso, come ansia, insonnia, stress e irritabilità. Grazie alle sue proprietà calmanti, può essere utilizzata anche per alleviare i sintomi della sindrome premestruale e della menopausa. Inoltre, grazie all’azione antispasmodica, è efficace contro i crampi muscolari e le coliche addominali.

La valeriana è utilizzata come rimedio naturale per favorire il sonno e migliorare la qualità del riposo notturno. Grazie alle sue proprietà sedative e rilassanti, può aiutare a conciliare il sonno più facilmente e a ridurre i risvegli notturni.

Per dormire il dosaggio dipende dalla forma di assunzione e dalla concentrazione del prodotto. In generale, per le compresse si consiglia di assumere 300-600 mg di estratto secco di valeriana, da prendere circa mezz’ora prima di coricarsi.

La valeriana è sempre sconsigliata in gravidanza e allattamento e ai bambini sotto i 3 anni.

BIANCOSPINO: l’estratto secco delle foglie di CRATAEGUS OXYACANTHA è utilizzato per gli effetti sedativi , tranquillanti, antiinfiammatori e vasodilatatori coronarici.

Riduce l’emotività, la tachicardia e migliora il sonno. In generale i dosaggi utilizzati sono tra i 400mg e i 900mg/ die.

CAMOMILLA: La MATRICARIA RECUTITA L. è nota per le sue azioni ad ampio spettro, tra cui il suo ruolo come anti-infiammatorio, analgesico, ansiolitico, antispasmodico, cicatrizzante. Le è sempre stato attribuito un potere calmante a livello del sistema nervoso centrale. In realtà la sua azione calmante si applica maggiormente alle mucose del tratto gastro-intestinale e alle irritazioni della pelle in genere. L’impacco con i capolini di Camomilla è spesso usato per occhi e pelle irritati.

Queste azioni si esplicano grazie alla presenza nell’estratto di cumarine, flavonoidi, mucillaggini, terpeni ed olio volatile ricco di bisabololo e camazulene. Inoltre contiene il triptofano, precursore della serotonina, responsabile dell’azione ansiolitica.

Una curiosità sui tempi e modi di raccolta: si raccolgono i capolini fioriti la sera dopo una giornata asciutta, a mano o tramite speciali pettini. Il tempo balsamico della Camomilla è scandito dalla posizione dei fiori ligulati (petali bianchi), quando la loro posizione è parallela al fusto e mostrano bene i fiori tubulosi(petali gialli, che formano il bottone centrale), è allora che la Camomilla ha il massimo contenuto di principi attivi ed è pronta per essere raccolta. Successivamente i fiori devono essere essiccati in un luogo ventilato, asciutto per evitare che si formino muffe.

Altre piante utilizzate in nutraceutica, in sinergia con le precedenti, sono la LAVANDA, il LUPPOLO, il TIGLIO , l’ESCOLZIA e la GRIFFONIA.

Ricordiamo che l’utilizzo dei Fitoterapici sopra descritti da parte di pazienti in terapia con anticoagulanti - farmaci che agiscono sul sistema nervoso centrale e farmaci antiepilettici - va sempre considerato dopo un confronto col medico curante o col farmacista di fiducia.

Numerosi studi dimostrano la correlazione diretta che c’è tra gli stati d’ansia e il modo di alimentarsi, basti pensare alle numerose forme di disturbi alimentari  presenti tra i giovani e non solo (in questo articolo non affronteremo il discorso dei disturbi alimentari in quanto troppo articolato e lungo). Si ha da sempre, infatti, la tendenza ad usare il cibo come fonte di appagamento degli stati emotivi.

Nello specifico, uno studio svolto in Spagna nel 2019 su degli studenti universitari ha dimostrato che seguire la dieta mediterranea riduce i livelli di stress e ansia, al contrario, un maggior consumo di cibi spazzatura è stato associato a un incremento degli stati di ansia, dei livelli di stress e anche dei disturbi del sonno. 

Questo è confermato dal fatto che una dieta mediterranea, ricca di vegetali e grassi buoni (precursori degli omega 3), contiene vitamine e minerali (vitamine del gruppo b, magnesio, fosforo, ecc) che aiutano a sostenere il nostro sistema nervoso e sono precursori (tramite diverse vie metaboliche) della produzione di serotonina, ormone della felicità. Inoltre, una dieta ricca di fibre nutre e dà equilibrio alla flora batterica intestinale permettendoci di avere un intestino in salute e ridurre così, grazie all’asse intestino-cervello, gli stati ansiosi e depressivi. 

È stato ormai dimostrato che una dieta ricca di carboidrati raffinati, con alto indice glicemico aumenti gli stati di ansia e di depressione, così come un eccessivo consumo di alimenti fritti, prodotti industriali ricchi di zuccheri e grassi, salumi e altri junk food. Questo perché sono alimenti che innalzano i livelli di adrenalina e cortisolo in circolo, entrambi ormoni responsabili dello stress.

Quali quindi gli alimenti sì e quali no?

Sicuramente sì agli alimenti ricchi di triptofano (precursore della serotonina), come latte intero, carni bianche, avena, cioccolato fondente, noci e semi, cereali integrali. In generale sì alla dieta mediterranea, ricca di vegetali, cereali integrali, latte e derivati, semi e frutta secca oleosa, legumi, pesce e proteine magre.

Assolutamente no agli alimenti ricchi in zuccheri raffinati e troppo elaborati, no ai junk food, no all’abbondanza che porta non solo obesità, ma anche problemi digestivi e quindi una diretta stimolazione dello stato ansioso.

dott.sse Melika Myftaraj e Marta Turello

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