Sfortunatamente ho capito che… non esiste una regola precisa che definisca come deve essere un cuore giusto. Però non bisogna rassegnarsi. Ho analizzato tutta l'imponente mole di cronache che raccontano di quelle tragedie e ho trovato una risposta. A rendere l'animo imperfetto… sono le singole differenze di ciascun individuo. L'imperfezione deriva dalla diversità di ognuno di noi. È per questo che voi siete sempre soli… e come esseri viventi siete sempre insicuri e… difettosi. Non è questione di bene o male. Ma di "unicità". Mi sono reso conto che… basta essere una cosa sola. L'animo ideale consiste in una perfetta uniformità
Umeda Abi, Children of the Whales
Citazione lunga lunga oggi, che ho voluto riportare nella sua integrità data la bellezza di queste terribili parole. Non sono pronunciate da un essere umano, ma da una creatura quasi divina, un Nous - termine chiave, per altro, del pensiero filosofico - che assorbe le emozioni degli esseri umani. Non dobbiamo pensare che l'entità sia malvagia: il suo obiettivo è piuttosto quello di salvare l'umanità da se stessa, dalle sue debolezze, dalla sua difettosità in poche parole. E la soluzione escogitata è paradigmatica: distruzione del genere umano e ricreazione dello stesso privato di quelle differenze, di quelle piccole e scricchiolanti incommensurabilità che conducono inevitabilmente a incomprensioni, screzi, sofferenza e violenza. Stiamo parlando di un manga, di una narrazione letteraria. Eppure offre notevolissimi spunti filosofici sui quali vorrei soffermarmi.
Possiamo dire che siamo al cuore della riflessione filosofica: il modello proposto dal Nous, per quanto abbia suono filosofico il nome del suo ideatore, si presenta come dichiaratamente pre-filosofico, per non dire espressamente anti-filosofico. Lo potremmo definire un piano mistico. La sottrazione delle differenze, l'uniformità confusa: non una semplice omologazione, una riproduzione dell'identico, ma la perfetta unità dell'Uno che assomma in sé tutte le possibili manifestazioni, divenute, oramai, nient'altro che fantasmi, apparizioni evanescenti di chi un tempo era.
Ma la filosofia è proprio lo sforzo di sfondare questo muro d'oblio dell'Uno; è macchiare dei mille colori dello spettro cromatico la bianchezza abbagliante della mistica. La filosofia è la lunga strada dell'individuo che parte dall'individuo e che conduce all'individuo. Detto più semplicemente, è il tentativo di assegnare una funzione logica alla presenza - scontata e ingenua - dell'individuo della nostra esperienza quotidiana. Per questo è sempre un libro scritto sulla sabbia o una biblioteca infinita (à la Borges): le cronache, scritte e raccolte, lette e raccontate, sono la piccola storia, le piccole storie, figure sullo sfondo della Grande Storia. L'impegno della filosofia è di rendere ragione di questi legami, di questa pluralità pullulante ed esplosiva che apre la clausura dell'Uno misticamente inteso.