Cultura e tempo libero - 26 agosto 2021, 07:30

Con l'attore Stefano Sabelli l'Afghanistan è più vicina. A San Martino Alfieri lo spettacolo 'Le vie del Buddha' [INTERVISTA]

I talebani, a Bamiyan, distrussero due Buddha, 'prologo' al tragico 11 settembre. L'attore sarà anche ad Asti Teatro con lo spettacolo 'L'asino'

L'attore Stefano Sabelli in Afghanistan

L'attore Stefano Sabelli in Afghanistan

Uno spettacolo di strettissima attualità con le sensibilità del monologo di un attore sensibile e intelligente.

Domenica 29 agosto, a San Martino Alfieri, Stefano Sabelli presenterà "Le vie del Buddha", monologo sulla visita da lui stesso compiuta con  Vittorio Sgarbi, Alain Elkan e l’archeologo Giovanni Verardi, dell’ISIAO - alla prima Missione del MIBAC in Afghanistan, promossa a sostegno del nuovo Governo Karzai, da poco insediato.

La visita si svolse  a dicembre 2001 a Bamiyan, dove i talebani distrussero i due grandiosi Buddha.

Un incontro, tra Sgarbi, allora Sottosegretario ai Beni Culturali e Sabelli, avvenuto proprio quando Sgarbi era direttore di Asti Teatro e Sabelli portò 'Tamburi di guerra'

La missione ha colpito molto l'attore che decide di scrivere un reportage, corredato da foto,  pubblicato, a febbraio 2002, dalla rivista Il Bene.

Durante la missione fu riaperta l’Ambasciata italiana, chiusa dal ’92,  venne censito ciò che restava del Museo archeologico di Kabul e fatta una ricognizione dei principali siti, brutalmente segnati dal passaggio degli studenti coranici. In primis, quello straordinario di Bamiyan, proclamato dall’UNESCO, Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

Lo spettacolo e la storia

'Le vie del Buddha', capitolo di quel diario di viaggio dedicato alla visita a Bamiyan, è diventato un monologo, interpretato dallo stesso attore regista molisano, presentato in prima assoluta, nel 2002, al Museo Orientale del Chiossone di Genova. 

 I Buddha erano stati scolpiti dentro enormi nicchie scavate nella roccia di rossa arenaria tra i monti dell’Hindu Kush, nella Valle di Bamiyan, a più di 2.000 metri d’altezza, fra III e V Secolo, segnando La via della Seta.

I talebani li hanno fatti esplodere il 12 marzo 2001, sei mesi prima dell’11 settembre.

L'intervista

"Avevamo fatto un censimento di tutti i Beni culturali colpiti dai talebani - spiega Sabelli -. Per me la distruzione dei Buddha è stato un prodromo alle Twin Towers, primo tragico esempio di furia iconoclasta perpetrata dall’integralismo islamico contro luoghi e simboli di Arte e Cultura (si pensi ai siti successivamente distrutti dall’Isis in Siria e Iraq)"

Qual era l'atteggiamento verso il mondo della cultura con il governo Karzai?

Una nazione è viva quando la sua cultura è viva, si leggeva sul portale del museo archeologico di Kabul. Il ministro della Cultura era un grande amante di teatro disse che li avevano riaperti anche se senza tetto e le donne piangevano per le storie d'amore recitate e non per i mariti morti in guerra. C'era quell'afflato di novità dell'Afghanistan che, al di là ogni retorica, era stato abbattere il regime talebano con i risveglio di Kabul e voglia di ricostruzione, fatta comunque nel ventennio successivo. Molti giovani hanno acquisito mentalmente il riconoscimento dei diritti umani fondamentali, oggi questi ragazzi rischiano di ritrovarsi nel medioevo della ragione.

Dopo tanti anni in cui hai fatto quel viaggio e costruito lo spettacolo, come lo proietti in ciò che sta succedendo in questi giorni?

Nella valle di Bamiyan racconto l'incontro con tanti ragazzi del popolo Hazara, da sempre custodi della valle, che mi hanno raccontato del genocidio perpetrato su di loro. Non si è detto spesso che i talebani hanno fatto più di 50mila morti tra gli Hazara. Mi sono chiesto perché non si parlasse più di queste tragedie e perdite anche nella cultura. C'è stato il ventennale della distruzione dei Buddha il 12 marzo 2021 e nessuno ne ha parlato. Oggi capiamo che quello è stato il primo segnale al mondo di quella che sarebbe stata la storia del Terzo Millennio.

Quindi il recital su cosa si incentra?

Soprattutto sul mio stupore occidentale di fronte a tanta magnificenza in un punto critico della cultura dell'uomo, dove si sono sviluppate tantissime religioni, un crogiuolo di civiltà e incontri e se n'è persa la memoria. Nelle diverse date ho trovato un sacco di partecipazione, le persone non sapevano e ci ringraziavano.

Qualche giorno prima di Ferragosto ho detto 'Sono stupito che gli americani si avviano a ridare le chiavi di casa ai talebani'. Ecco. Comunque lo spettacolo l'ho fatto per non perdere la memoria storica.

Che tipo di popolazione hai incontrato.

Bellissima, anche fisicamente, uomini e donne meravigliosi.

A San Martino Alfieri domenica 29 agosto

Nello spettacolo, gratuito, nell'ambito della rassegna 'senzasipario', diretto da Mario Nosengo, Stefano Sabelli condivide  la scena con Giuseppe Spedino Moffa, che ha composto ed esegue dal vivo musiche che incrociano sonorità etniche ed elettroniche, col supporto di un video e della proiezione di foto scattate in Afghanistan. 

Una narrazione appassionata e in tempo reale, in uno dei più pericolosi teatri di guerra al Mondo. La testimonianza dello stordimento di un occidentale, affascinato dall’Oriente e dai panorami mozzafiato dell’Hindukush, con quella magnifica valle, che si estende maestosa a 4.000 metri d’altezza e che, nonostante tutto, conservava e ancora conserva, testimonianze straordinarie di culture millenarie.

Sabato 28 agosto, Sabelli sarà protagonista anche ad Asti Teatro

L'attore molisano che ha portato negli anni ad Asti Teatro ben 4 prime nazionali, sarà protagonista con Anna Paola Vellaccio, sabato 28 agosto allo Spazio Kor, sempre in prima nazionale, de 'L'Asino' di Jon Jesper Halle.

Chi è Stefano Sabelli

Poliedrico fondatore e Direttore Artistico del Teatro del Loto, da anni alterna attività artistica e management culturale, impegnandosi molto nella valorizzazione culturale del Molise, sua terra d’origine. 

Dopo il Liceo, nel ’77, si laurea all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “S.D’Amico” , avendo come maestri Orazio Costa, Andrea Camilleri, Marise Flash. Nell’81, trascorre mesi di studio presso il Lee Strasberg Theatre Institute di Los Angeles, dove approfondisce il Metodo.

Ha scritto, diretto, interpretato opere di teatro, film, canzoni, creato scenografie e architetture permanenti. Con criteri ergonomici e suggestioni Feng Shui, progetta il LOTO o Libero Opificio Teatrale Occidentale - inaugurato a fine 2007 a Ferrazzano (CB) e definito dal TCI Touring Club Italia come il più bel piccolo Teatro d’Italia

Questo gioiello scenico molisano, che si caratterizza come un unicum che fonde architetture orientali e occidentali, è oggi sede di un’impresa di produzione - la cooperativa Teatrimolisani - sostenuta dal FUS/MIBACT, come di Teatro d’Innovazione. 

Con Teatrimolisani di cui è Presidente, al LOTO, ha prodotto, diretto e interpretato quasi 30 spettacoli, dando vita anche ad una Scuola Propedeutica d’Arte Scenica che ha cresciuto molti dei migliori talenti molisani.

In Molise, ha realizzato molte delle più innovative Stagioni teatrali e manifestazioni culturali degli ultimi 25 anni. 

Dopo aver diretto dal 1994 al 2007 il Teatro Savoia di Campobasso, dal 2014 è consulente per le Stagioni di prosa del Teatro Rossetti di Vasto - dove nel 2015 ha diretto pure la XX edizione del Vasto Film Fest.

Nel 2019 il Comune di Guglionesi gli affida la Direzione artistica del Teatro Fulvio, che inaugura come Teatro gemello del LOTO, dando così vita al primo vero Centro di Produzione molisano.

Nel 2016 (con debutto ad AstiTeatro e poi in tour per due anni) dirige Silvia Gallerano in La Locandiera o l’Arte per vincere, riscrivendo l’opera di Goldoni e ambientandola, a tempo di swing e liscio, in periodo neorealista, sul Delta del Po. 

Nel 2020, con PeerGynTrip, trae una favola moderna e psichedelica dall’opera più onirica di Ibsen. 

Fra 2016 e 2020 ha pure portato in scena, un trittico di personaggi - Saul di Alfieri, Re Lear di Shakespeare, con traduzione di Alessandro Serpieri, e Achab, dal Moby Dick di Melville, riscritto da Davide Sacco – attraverso cui ha proposto un Focus sulla Follia senile e la perdita di Potere

Interprete di oltre 30 film e sceneggiati televisivi, fra le ultime interpretazioni al Cinema si ricordano quelle in Mamma+Mamma di Karole Di Tommaso e Sole a Catinelle di Gennaro Nuziante, dove interpreta Onofrio, cugino nel film di Checco Zalone.

A Dicembre 2001, subito dopo l’11 Settembre, partecipa con Vittorio Sgarbi e Alain Elkann, alla prima Missione culturale del MIBACT in Afghanistan, di cui scrive un lungo Reportage, pubblicato nel 2002 dalla rivista Il Bene Comune. Da uno dei capitoli, quello sulla visita a Bamiyan, dove i Talebani avevano distrutto i grandi Buddha della Montagna, trae Le Vie del Buddha, con cui debutta nel 2002 al Museo Orientale del Chiossone a Genova. Nel 2021, riprende il recital, in forma di Teatro di narrazione, per commemorare il ventennale dell’11 settembre e l’abbattimento dei Grandi Buddha, Patrimonio Unesco irrimediabilmente perduto.

Betty Martinelli

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A MARZO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2024" su Spreaker.
SU