Agricoltura - 03 aprile 2025, 09:45

I dazi record annunciati da Trump mandano in fibrillazione anche il mondo vinicolo piemontese

L'annuncio shock del presidente USA spaventa il settore, strategico per la nostra economia, per il rischio di calo vendite e perdita di competitività

Il recente annuncio del Presidente statunitense Donald Trump sull'imposizione di nuovi dazi doganali – un'iniziativa definita "Liberation Day" – rischia di colpire molto duramente le esportazioni di Barbera d'Asti, Asti Spumante, Moscato d'Asti e degli altri vini regionali. L'Unione Europea, infatti, è stata inserita tra i "peggiori trasgressori" e sarà soggetta, a partire dal 9 aprile, a un dazio generalizzato del 20% su tutte le importazioni, vino incluso.


Asti e il peso dell'export negli USA

Gli Stati Uniti rappresentano un mercato fondamentale per il vino piemontese e astigiano. La regione è la terza in Italia per valore delle esportazioni vinicole (oltre 266 milioni di euro annui verso gli USA secondo alcune stime), e una fetta importante di questo valore deriva proprio dalle produzioni astigiane, come la Barbera d'Asti e le bollicine dolci di Asti Spumante e Moscato d'Asti, molto apprezzate oltreoceano. A questi si aggiungono i rinomati Barolo e Barbaresco delle Langhe. La dipendenza dal mercato americano è quindi trasversale e preoccupa l'intero comparto locale.

L'impatto economico del dazio del 20% si preannuncia pesante su tutte le tipologie prodotte nell'Astigiano: dall'aumento dei prezzi al consumo negli USA, al potenziale calo dei volumi di vendita complessivi, fino alla perdita di competitività rispetto ai vini locali statunitensi e a quelli provenienti da Paesi non soggetti alle stesse tariffe. La stima complessiva per l'intero settore vinicolo italiano parla di una potenziale stangata da almeno un miliardo di euro.

La preoccupazione è palpabile tra gli operatori astigiani. Associazioni come Coldiretti Asti (attraverso i suoi vertici Monica Monticone e Giovanni Rosso, come riportato nei giorni scorsi), Federvini e Unione Italiana Vini (UIV) avevano già espresso timori. Non sono naturalmente mancate anche forti reazioni politiche a livello internazionale e nazionale, con la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen che ha ipotizzato "Conseguenze disastrose per milioni di persone" e ribadito che l'UE è "Pronta a rispondere", fermo restando che auspica vi siano margini di trattativa.  Mentre ieri notte, poco dopo l'annuncio di Trump, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha già definito i dazi "sbagliati".


L'Impatto sui PIL

Dal punto di vista europeo e italiano, il pacchetto annunciato da Trump si colloca all’estremo peggiore delle previsioni. Nei giorni scorsi Confindustria aveva ipotizzato, in caso di tariffe al 25% (poco superiori a quelle annunciate per l'UE) e di ritorsione europea, un impatto sul Pil italiano di oltre 4 decimi quest’anno e di 6 decimi nel 2026, che eroderebbe quasi del tutto la modesta crescita prevista. 


Reazioni e strategie future

Nel frattempo, le aziende piemontesi, comprese quelle astigiane, dovranno valutare possibili strategie di risposta: intensificare gli sforzi diplomatici a livello governativo ed europeo; valutare un parziale assorbimento dei costi (con impatto sulla redditività); o accelerare la diversificazione verso mercati alternativi (Asia, Messico, Golfo, ecc.), pur consapevoli che sostituire il mercato USA è difficile.

L'unica certezza, al momento, è un clima di forte incertezza che rappresenta una sfida economica significativa per l'intero comparto vitivinicolo piemontese.