Sport | 02 aprile 2025, 18:44

Il futuro dei Villans: Crispoltoni e la rinascita del settore giovanile

Un progetto per ricostruire il vivaio, superando lo scetticismo iniziale e puntando a un futuro di successi

Il futuro dei Villans: Crispoltoni e la rinascita del settore giovanile

Il ruolo del Responsabile di un settore giovanile è un mosaico complesso, un equilibrio delicato tra gestione, tecnica e pedagogia, un percorso di sviluppo per dare una base solida ai calciatori.

Marcello Crispoltoni, direttore del vivaio dei Villans, ha delineato le sue attività, che spaziano dalla conduzione del settore giovanile alla scelta dei giovani talenti, dalla preparazione degli atleti alla loro evoluzione, dai legami con le famiglie ai piani di allenamento, dalla collaborazione con la prima squadra alla valutazione dei risultati.

 Crispoltoni ha scelto il Pro Villafranca grazie al progetto solido della società e per il rapporto umano che si è sviluppato con il presidente Josi Venturini e il direttore generale Daniele Gamba.

Tuttavia, l’inizio di questa avventura non è stato semplicissimo: c’erano lamentele da parte dei genitori per un settore giovanile un po’ abbandonato a se stesso. Nonostante ciò, i risultati della prima squadra sono stati positivi, eliminando quello scetticismo che c’era all’inizio, anche grazie al cambio d’approccio sul settore giovanile.

 Ora, la sfida sarà di creare un settore giovanile affidabile, serio e duraturo, ha spiegato Crispoltoni, con la possibilità che diventi un esempio per la prima squadra e per il territorio.

Redazione

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Viviamo in un posto bellissimo

Davide Palazzetti

Chi sono in tre righe? Ci si prova.
Partiamo dal personale: marito innamorato e padre fortunato. Tergiversando poi su info tipiche da curriculum, amo il nostro territorio. Lo vivo come nostro anche se vi arrivo da Genova nel 2003. Mi occupo di marketing territoriale e promozione turistica con la piacevole consapevolezza di quanta bellezza ci circondi. Racconto un posto bellissimo, qui e su alcuni miei gruppi Facebook, nella certezza che una delle poche vie di riscatto dell’Astigiano sia riempirlo di turisti.

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