Sanità | 02 aprile 2025, 17:31

Ventuno telecamere al Pronto soccorso di Asti contro le aggressioni al personale sanitario. Asti capofila del progetto [FOTO E VIDEOINTERVISTA]

Firmato oggi il protocollo di intesa in Prefettura alla presenza dell'assessore regionale Federico Riboldi. Gianluca Ghiselli tornato a dirigere il Pronto

Le telecamere all'esterno del Pronto (MerfePhoto)

Le telecamere all'esterno del Pronto (MerfePhoto)

Al Pronto soccorso di Asti si dice no, con forza, alle aggressioni al personale sanitario, anzi Asti diventa capofila di un progetto che coinvolgerà l'intera rete regionale. 

Gli episodi di violenza contro i sanitari, anche ad Asti, sono stati tutt'altro che casi isolati: a luglio dello scorso anno, ad esempio, parenti di un ragazzino in cura, avevano aggredito e minacciato il personale in Pronto soccorso, distruggendo anche prezioso materiale sanitario, più recentemente una guardia giurata è stata malmenata da un uomo ubriaco.

Più volte l'assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi è intervenuto ad Asti per partecipare ai tavoli di confronto e, dopo l'aggressione di luglio, era venuto in visita al pronto soccorso, dichiarando che la Regione non avrebbe "lasciato soli i sanitari".

No alle aggressioni: in pronto soccorso 21 telecamere

Oggi in Prefettura, alla presenza di tutti i comandanti delle forze dell'ordine, del prefetto, del questore, del direttore generale Asl Giovanni Gorgoni e di tanti medici e sanitari, è stato firmato un protocollo di intesa per il contrasto alle aggressioni in ambito sanitario.

Sono ventuno le telecamere in Pronto soccorso (7 -8 i telecomandi), gestite con l'intelligenza artificiale con tanto di "pulsante rosso" in Triage per inviare immediatamente le immagini e i dettagli alle forze dell'ordine che potranno intervenire celermente. 

"Lo scopo del protocollo è mettere in sicurezza il pronto soccorso - spiega il prefetto Claudio Ventrice ho voluto rendermi conto dei vari protocolli che abbiamo firmato per la sicurezza,  primo dei quali con Federfarma dove la società ha collegato il software alle telecamere delle farmacie. Premendo tasto rosso l'immagine viene vista dal monitor nelle sale operative della questura e prefettura e permette di intervenire prontamente, capire quante persone ci siano  e se siano armate".

Consapevoli che il rischio zero non esiste, i rappresentanti delle forze dell'ordine, hanno "fatto i conti" con la carenza di personale e il grande sforzo comune che si sta facendo anche con il tavolo per l'ordine e la sicurezza. "La città è sotto controllo - rimarca Ventrice - Asti non è il Bronx, ma serve avere una buona videosorveglianza e il cittadino deve segnalare e collaborare".

Il reparto più "democratico" deve essere tutelato

"Lo Stato c'è - dice abbracciando l'ampia platea di sanitari - non dimentica anche quello che avete fatto durante il Covid e vuole la vostra sicurezza, soprattutto in un reparto dove si lavora con responsabilità enormi".

"Serve uno sforzo supplettivo per il posto di polizia - conferma il questore Marina Di Donato - chi lavora non può essere oggetto di minacce e intimidazione". I dati dell'ultimo periodo forniti dalla Asl di Asti confermano un calo delle aggressioni: nel corso del 2024,  si sono dimezzati rispetto al 2023, passando da 8 a 4, mentre le aggressioni fisiche e verbali sono scese da 73 a 58.

Sulla stessa linea il colonnello Paolo Lando, comandante dei carabinieri: "Vedere cosa accade è fondamentale e accorcia i tempi di risposta. Speriamo nella deterrenza". Disponibile a interventi di questo tipo anche la Guardia di Finanza e il suo comandante Antonio Garaglio.

Gratitudine dal direttore generale Asl Gorgoni ma anche un certo rammarico. "Facciamo questa iniziativa  per tutelare il più democratico dei posti: il pronto soccorso che accoglie sempre e qualunque situazione. Spiace che si faccia questo per tutelare il più generoso dei servizi". Sentimento condiviso dall'assessore Riboldi: "In una società ideale non saremmo qui. Impensabile aggredire personale dell'emergenza urgenza, archetipo della comunità. Il mondo sanitario è variegato. Abbiamo 74 presidi ospedalieri, ambulanze, nucleo speleologico, Asti è capofila di un progetto che sarà allargato a tutti i territori anche a guardie mediche e persone a rischio. Intanto il governo ha inasprito le pene e chi aggredisce sarà condannato".

Intanto a dirigere il pronto soccorso di Asti, dal primo aprile è tornato il dirigente Gianluca Ghiselli, dopo la sua esperienza ad Azienda Zero.

Betty Martinelli

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Viviamo in un posto bellissimo

Davide Palazzetti

Chi sono in tre righe? Ci si prova.
Partiamo dal personale: marito innamorato e padre fortunato. Tergiversando poi su info tipiche da curriculum, amo il nostro territorio. Lo vivo come nostro anche se vi arrivo da Genova nel 2003. Mi occupo di marketing territoriale e promozione turistica con la piacevole consapevolezza di quanta bellezza ci circondi. Racconto un posto bellissimo, qui e su alcuni miei gruppi Facebook, nella certezza che una delle poche vie di riscatto dell’Astigiano sia riempirlo di turisti.

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