Attualità | 02 aprile 2025, 09:23

"Vi racconto la mia odissea quotidiana in città: traffico, smog e strade bloccate"

Una nostra lettrice: "Tra traffico caotico, lavori infiniti e assenza di alternative, la vita di quartieri come San Fedele diventa un calvario. Chiediamo risposte concrete"

"Vi racconto la mia odissea quotidiana in città: traffico, smog e strade bloccate"

"Vivere e spostarsi nei quartieri periferici della città sta diventando sempre più difficile". Una nostra lettrice,  residente di San Fedele e pendolare verso la zona artigianale di Quarto Inferiore, ci scrive su come affronta ogni giorno code interminabili, smog e percorsi obbligati privi di alternative sicure. 

Con questa lettera, a nome di molti cittadini, chiede al Comune chiarimenti e soluzioni urgenti: dalla riapertura di vie strategiche alla riorganizzazione dei cantieri, fino a un piano per la mobilità sostenibile. Perché aspettare ancora?

Abito nel quartiere di San Fedele e lavoro nella zona artigianale di Quarto Inferiore. Da anni oramai percorro, a rilento, Corso Alessandria per giungere sul posto di lavoro. Come immagino Lei sappia bene, la situazione del traffico stradale è sempre meno sostenibile, sia per la concentrazione dei mezzi che transitano sul corso sia per la mancanza di vie alternative da percorrere ed oltre ad un traffico rallentato si forma un’altissima concentrazione di smog altamente nocivo alla nostra salute, soprattutto per quella dei bambini e degli anziani che sono continuamente dal medico per problemi bronco-polmonari dovuti appunto alle polveri sottili che respiriamo. 

Il mio orario di percorrenza, soprattutto al mattino, è quello di punta, e sicuramente non aiuta ad arrivare in orario. 

Potrei seguire i suggerimenti dell’assessore all’Ambiente, partire prima, ma avendo una figlia di 7 anni da portare a scuola purtroppo non mi è possibile (frequenta già il pre-scuola) e nemmeno andare a piedi o in bicicletta, dal momento che Corso Alessandria, è priva di pista ciclo-pedonale. Non entro nel merito del servizio dei mezzi pubblici. Noi abitanti di San Fedele, ma non solo, anche i residenti di zona San Quirico e limitrofi, prima dell’alluvione del 2016 potevamo percorrere strada Ticino fino agli accessi della tangenziale ed arrivare così alla rotonda dell’autostrada Asti Est senza passare da Corso Alessandria. Questo permetteva di avere un Corso Alessandria più scorrevole, senza rallentamenti né ingorghi. 

Considerato che, attualmente, tra Anas ed il Comune non è stato trovato un accordo sulla riapertura degli accessi alla tangenziale e neppure con il proprietario dei terreni, sui quali scorre l’ultimo tratto di via Ticino prima della tangenziale (nulla vieterebbe, in extrema ratio, l’esproprio per pubblica utilità) l’alternativa è stata utilizzare Via Ceca (il cui misero allargamento non potrà comunque essere risolutivo) per poi giungere in Via del Lavoro e così immettersi sul Corso Alessandria già comunque inflazionato dal traffico in entrata ed uscita dalla città. 

Purtroppo, ultimamente, tra la viabilità modificata in prossimità del sottopassaggio di San Fedele (a mio avviso mal strutturata e non ancora percepita completamente dagli automobilisti e non solo, cercando spesso di evitare incidenti) e la chiusura di Via Ceca (anche se motivata da miglioramento di accessibilità e per la quale si può condividere la scelta progettuale) visto oramai il frequente passaggio di mezzi, soprattutto di quelli pesanti, il mio percorso per arrivare in orario a lavoro si allunga notevolmente sia in termini di tempo sia in termini di chilometri. 

Mi vedo costretta, a volte, a prendere la tangenziale all’altezza di Pontesuero, passando dal quartiere di Praia, sperando di non trovare code, che spesso si formano a causa dei lavori ormai perenni anche su quel fronte, di competenza dell’Anas. 

Non commento il ritorno, orario serale, che è anche peggio, 30/40 minuti per percorrere 4 km. Anche dal punto di vista pedonale e ciclabile San Fedele continua a essere isolata, poiché non si riesce a raggiungere neppure il Parco del Tanaro, per lavori inerenti ai collettori fognari presso il Depuratore, intervento che si protrae da parecchi anni e che costringe i residenti a percorrere strade trafficate, non esistendo tragitti idonei e sicuri, sino ad arrivare a San Quirico dove anche in quella zona le piste ciclo pedonali sono ormai un disastro. 

È indiscutibile che tutti gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, atti al miglioramento delle infrastrutture cittadine, siano più che comprensibili e tollerabili; mi chiedo se non sia altrettanto utile trovare prima delle opzioni diverse e/o rivedere le tempistiche dei cantieri che spesso vengono allestiti in contemporanea.

 Sia chiaro che non vogliamo nuove strade, Il quartiere è bello cosi com’è, ma di far funzionare al meglio quelle esistenti. 

Per concludere chiedo cortesemente di avere delucidazioni in merito ai seguenti punti: 

• È possibile organizzare i lavori di manutenzione stradale non tutti in contemporanea?

• Il Comune ha intenzione di sollecitare l’Anas per provvedere al più presto al ripristino stradale di loro competenza?

 • Quando sarà possibile ripercorrere, a piedi o in bicicletta, l’argine nei pressi del depuratore e giungere al Parco Lungo Tanaro senza dover necessariamente passare da Via Cecchin? 

• Il Comune ha intenzione di trattare con i proprietari della strada che collega San Fedele alla tangenziale e quindi concordare con l’Anas la riapertura di quegli accessi? 

• È previsto un progetto di realizzazione di una pista ciclabile che prosegua da Viale Pilone fino ad almeno un tratto di Corso Alessandria verso Quarto Inferiore? • Inoltre non sarebbe utile, se non addirittura necessario, un piano dei trasporti che includa zone mal servite (vedi circolare di San Fedele che, oltre a passare soltanto ogni ora, obbliga a prendere 2 mezzi per raggiungere l’Ospedale o un qualsiasi altro quartiere della Città) e che allunghi le tratte urbane fino alle frazioni? 

• Nell’ottica della mobilità sostenibile, della riduzione della CO2, e dell’incremento dell’utilizzo dei mezzi di trasporto pubblici, quali sono le misure e gli incentivi che intende adottare il Comune?

 Comunico infine che, pur scrivendo in prima persona, tutte le problematiche sopra espresse sono condivise sia dai miei colleghi sia da tantissimi altri cittadini non soltanto di San Fedele.

V.S. 

Leggi tutte le notizie di VIVIAMO IN UN POSTO BELLISSIMO ›

Viviamo in un posto bellissimo

Davide Palazzetti

Chi sono in tre righe? Ci si prova.
Partiamo dal personale: marito innamorato e padre fortunato. Tergiversando poi su info tipiche da curriculum, amo il nostro territorio. Lo vivo come nostro anche se vi arrivo da Genova nel 2003. Mi occupo di marketing territoriale e promozione turistica con la piacevole consapevolezza di quanta bellezza ci circondi. Racconto un posto bellissimo, qui e su alcuni miei gruppi Facebook, nella certezza che una delle poche vie di riscatto dell’Astigiano sia riempirlo di turisti.

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium