Una platea attenta e partecipativa ha accolto ieri sera nel Salone del Consiglio Provinciale di Asti l'europarlamentare del PD, Stefano Bonaccini, per un incontro pubblico dal titolo "Un'Europa più vicina ai territori". L'evento, promosso dal Partito Democratico astigiano, ha visto la partecipazione, oltre che del consigliere regionale Fabio Isnardi, della Segretaria provinciale Elena Accossato e dei consiglieri comunali astigiani, anche del segretario regionale dem, Domenico Rossi, e si è configurato come un importante momento di confronto sulle politiche europee e il loro impatto sulle realtà locali.
Stefano Bonaccini, attuale presidente del Partito Democratico e già presidente della Regione Emilia Romagna, ha esordito ricordando il contesto storico e politico profondamente mutato rispetto al passato. Partendo da un aneddoto personale – la foto di Enrico Berlinguer nella cucina della sua famiglia di militanti comunisti – Bonaccini ha evidenziato la radicale trasformazione del mondo dopo il crollo del comunismo e del Muro di Berlino. "Un tempo le democrazie facevano stare meglio le persone rispetto ai regimi. Oggi la sfida è diversa" ha affermato, descrivendo un panorama globale in cui nuove potenze come Cina e India emergono con forza, modificando gli equilibri economici e politici mondiali.
L'ex presidente regionale non ha mancato di esprimere forte preoccupazione per le attuali dinamiche internazionali, citando figure come Donald Trump e le forze sovraniste europee. "Non avrei mai creduto di dover commentare un presidente americano che punta a demolire l'Europa", ha sottolineato Bonaccini, rimarcando i rischi di un isolamento del Vecchio Continente in un contesto globale sempre più competitivo e complesso.
Nel suo intervento, Bonaccini ha criticato le politiche del governo Meloni, auspicando un cambio di rotta per ritornare a una crescita economica sostenibile e per dare maggiore attenzione a settori cruciali come sanità e istruzione pubblica. Il presidente del PD ha poi lanciato un appello al suo partito e alle forze di centrosinistra, esortandole a ritrovare unità e progettualità per offrire un'alternativa credibile e inclusiva al Paese.
Un punto centrale del discorso di Bonaccini è stata la necessità di un'Europa più unita e politicamente forte. "L'Europa è un gigante economico ma non ancora politico", ha affermato, sottolineando l'urgenza di superare divisioni e veti che impediscono all'Unione Europea di agire con efficacia sulla scena internazionale. In questo contesto, Bonaccini ha citato il rapporto Draghi come "stella polare" per il futuro dell'Europa, sottolineando l'importanza di superare il diritto di veto dei singoli stati membri per prendere decisioni più rapide e incisive.
Bonaccini ha insistito sulla necessità per l'Europa di "mettere mano al portafoglio" e di investire per rilanciare la crescita, diversificare i rapporti commerciali e rafforzare la difesa comune, anche in risposta alle sfide poste da potenze globali e da un contesto internazionale instabile. In conclusione, il presidente PD ha lanciato un messaggio di speranza e di mobilitazione: "Questo può essere il momento giusto per l'Europa di fare un salto di qualità, di unirsi e di essere percepita come uno spazio democratico forte in cui insieme possiamo ancora dire la nostra".