Troppo spesso ci dimentichiamo che Nizza Monferrato ha legato alla sua terra figure storiche importantissime, come dimenticare Francesco Cirio, fondatore dell'omonimo colosso, venendo riconosciuto come uno dei più grandi industriali italiani del diciannovesimo secolo. Sarebbe reato anche dimenticarsi di Bartolomeo Bona, figura centrale del Risorgimento italiano, insignito della Legione d'Onore Francese, e sono in pochi gli italiani a potersi vantare di tale primato.
Ma la cittadina di Nizza Monferrato vanta anche personaggi che, rispetto ai due giganti sopracitati, vanno più ricercati, ma che hanno comunque una storia dietro da raccontare: è il caso di Arnaldo Belloni nasce a Parma il 14 novembre 1900, comincia come tipografo alla Gazzetta di Parma e fugge nel 1922 dal rischio di persecuzione fascista per trovare rifugio a Nizza Monferrato. In società con il nicese Marco Torello e con il parmense Alfredo Campanini, fonda l’editrice tipografia moderna che fin dagli esordi si dedica tanto alla stampa commerciale quanto alle opere di valore culturale e artistico.
Nel 1925 pubblica testi in latino, centinaia di pagine composte a mano, carattere per carattere. Durante la resistenza, la tipografia stampa i giornali clandestini “La terra” e “La vedetta garibaldina”. Nel dopoguerra belloni diventa punto di riferimento della Democrazia Cristiana e dell’associazione artigiani. Tra il 1949 e il 1961 la tipografia edita il mensile “L’opinione nicese”. Belloni, nominato grand’ufficiale della repubblica, Morirà nel 1991 lasciando il testimone dell’attività alla figlia Marisa che gestirà la tipografia fino al 2001. Le storiche attrezzature della tipografia moderna sono ora esposte al museo della stampa di Mondovì. Muore a Nizza Monferrato, la città che lo ha ospitato e accolto per tutta la vita il 25 luglio 1991.
Non a caso, l'amministrazione comunale ha deciso di dedicargli una piazza, di fianco all'Istituto Comprensivo Statale Carlo Alberto Dalla Chiesa, insieme a un pannello commemorativo.
Il sindaco della città di Nizza Monferrato Simone Nosenzo si dichiara entusiasta: "Sono veramente contento di essere qui in un’area importante della città, dove stiamo pianificando nuovi lavori, tra cui una nuova mensa. C'è stata molta spinta da parte dell’Erca, che fece partire una raccolta firme l'anno scorso per arrivare dove siamo ora, sono molto felice di questa iniziativa".
A presenziare all'inaugurazione anche l'Assessore regionale con delega alle opere pubbliche Marco Gabusi che ricorda: "Tra poco festeggeremo i 10 anni dal riconoscimento Unesco del patrimonio che abbiamo intorno, queste sono le persone che hanno rischiato una vita più sicura nelle grandi città per rendere grande ciò che ci circonda".
L'Erca anche si dice soddisfatta e fiera dell'operato, a farne le veci il presidente Teresio Alberto: "Belloni era una persona ligia, per noi dell’Erca è ancora più importante perché ha promosso i suoi valori di libertà, che sono anche i nostri. La sua storia ha inciso veramente tanto alla città".
A presenziare all'inaugurazione anche la figlia di Arnaldo, Marisa Belloni.